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Paullo e la festa del Lago Gerundo, il trionfo della cultura a 360 gradi

L’anno prossimo sarà “maggiorenne”, ma in attesa della grande festa del 2020 il Premio Internazionale Lago Gerundo di Paullo ha celebrato nel migliore dei modi, sabato pomeriggio, la cerimonia conclusiva dell’edizione numero 17. Una cerimonia ormai rituale, tenutasi davanti a una sala consiliare affollata, con il sindaco Federico Lorenzini e il consigliere delegato alla cultura Davide Pizzocri a fare gli onori di casa, mentre il giornalista Marco Ostoni (anche membro della giuria per la narrativa) ha coordinato i diversi momenti della giornata, intervistando poi i vincitori delle diverse sezioni (oltre alla Narrativa, edita e inedita, il Teatro, la Saggistica, la Poesia edita e inedita, la Letteratura per l’infanzia).

Il concorso, che ha visto anche quest’anno una ricca e qualificata partecipazione nelle sue numerose “appendici”, ha vissuto il suo momento più intenso in occasione della premiazione del vincitore assolu- to per la drammaturgia teatrale (fiore all’occhiello della competizione culturale paullese), Patrizio Pacioni, la cui pièce “Il mantello scarlatto” – dedicata a Mastro Titta, il celebre boia dello Stato della Chiesa immortalato tanto dalle poesie del Belli quanto dal cinema con attori quali Aldo Fabrizi e Paolo Stoppa – è stata interpretata da due lettori d’eccezione dell’associazione Teatro Frontiera di Paullo, regalando brividi di pura emozione al pubblico.

Ma non è stata meno interessante e coinvolgente la premiazione della Poesia edita, che ha visto imporsi ex aequo Claudio Pagelli (con “L’impronta degli asterischi”) e Giancarlo Stoccoro (con “L’intui- zione dell’alba”), due voci d’indubbio spessore nel mondo del verso italiano. Notevole, sempre in questo ambito, anche la silloge inedita proposta e premiata di Franco Casadei (“Donna del mare”), cui è stata omaggiata anche un’opera dell’artista Vinicio Verzieri. La sezione Saggistica, suddivisa in svariati sottopremi, ha permesso di compiere un interessante excursus fra alcune opere uscite nell’ultimo biennio e dedicate ai profili letterari del ‘900, dal melodramma, alla narratologia (la fiaba), alla filosofia e all’universo dell’ambientalismo, con un’attenzione particolare per l’attualissima Bibbia dell’ecologia (“Riflessioni sulla cura del creato”) di Roberto Cavallo, intervenuto a sorpresa in sala. 

In coda, mai così attesi, i due volti espressione del territorio del “Gerundo” quest’anno: il sangiulianese Stefano Corbetta, impostosi nella narrativa edita con il suo intensissimo e amaro “Sonno bianco” (Hacca edizioni) e Pietro Albì, che ha svettato nella sezione della letteratura per l’infanzia con “Farfariel. Il libro di Micù”, pubblicato dall’editore lodigiano UovoNero. Per entrambi l’occasione è stata propizia per annunciare, da un lato, la prossima sfida letteraria (con un importante editore nazionale della galassia Mauri Spagnol) e dall’altro per presentare le collaborazioni con il mondo della scuola provinciale. n

di Riccardo Marini   da “Il Cittadino” 1/10/2019