L’Associazione Culturale “Le Muse Project”, comunica che sabato 3 ottobre alle ore 18.30, presso la Galleria Meridionale del Castello Aragonese di Taranto, si è tenuto, con grandissima partecipazione di pubblico, l’evento di Cerimonia di Premiazione della XX edizione del Premio Letterario Nazionale Città di Taranto. Ringraziando tutti i finalisti e i loro ospiti che ci hanno onorato con la loro presenza, raggiungendoci da tutta Italia, comunichiamo i nomi dei vincitori di questa edizione del nostro Premio.
Categoria LIBRO EDITO DI POESIA
1° classificato: “Dicerie del tempo immobile” di Luca Zannese
MOTIVAZIONI AL VOTO: Colpisce immediatamente il tipo di scrittura diretto e senza fronzoli, audace “altrove” di vede, sogna e racconta di radici, di futuro, di ciò che è stato e di ciò che è. Ogni gesto, ogni parola, ogni volto diventano traccia e promessa, ritaglio di permanenza nell’ordinario. Un libro da ascoltare ad alta voce, come un’eco collettiva che riverbera la memoria di una comunità senza escludere nessuno.
2° classificato: “Interno 75 – il coraggio di entrare “di Savino Sarno
MOTIVAZIONI AL VOTO: Interno 75 è una silloge che raccoglie componimenti che quasi trafiggono il lettore, elevano la parola rivelando quanto gli esseri umani siano diventati ciechi dinanzi alla bellezza dell’universo. Nei versi ho percepito l’esigenza di scuotere l’indifferenza, le glaciali cristallizzazioni del contemporaneo, il cuore digitale che si va imponendo ad una società artificiale da cui permettiamo ogni giorno di impoverirci. Attraverso una scrittura autentica, l’autore invita a varcare una soglia simbolica: quella tra l’apparenza e la verità interiore. Questa poesia è un grido di denuncia, una voce coinvolgente che sa di amore per il prossimo e di rigenerazione. Una voce che commuove, dissente, stimola e si oppone ad un’anestesia interiore alla quale ci hanno condannati.
3°classificato: “Stati di Grazia” di Grazia Maremonti
MOTIVAZIONI AL VOTO: “Stati di Grazia” (delle cose di cui vorrei parlare) è una silloge poetica che trascina, trasporta, rallenta, accelera, lascia, dona, suggestiona, accarezza, incanta, sorprende il lettore accompagnandolo in quella immensità di infiniti spazi che solo la mente sa creare grazie ad un lavoro di scavo interiore con l’occhio teso ad aspettare che qualcosa accada senza avere la certezza se sia meglio il primo, l’adesso o il poi. In questo “Zibaldone” appassionato l’autrice scioglie nei versi quel brio di chi sa ancora sognare raccontando con abilità e maestria le importanti lezioni apprese. La forma sembra svincolata dai canoni stilistici riconosciuti mentre ogni singola parola ha un suo preciso spazio, è emozione che danza sulla pagina impregnando con l’inchiostro il tempo attraverso i pensieri, i segreti che si aprono al mondo solo se abbiamo occhi sufficientemente grandi per vederli materializzarsi.
Categoria LIBRO EDITO DI NARRATIVA
1°classificato: “La città dalle finestre chiuse “di Sara Notaristefano
MOTIVAZIONI AL VOTO: Gabriella, adolescente di 13 anni muore suicida lanciandosi dal nono piano di un edificio lasciando la famiglia in un dolore senza nome poiché il gesto non ha spiegazioni. L’autrice, con voce limpida, tesa e partecipe, trasforma il racconto di una tragedia privata in una riflessione collettiva sul ruolo degli adulti, sull’influenza del contesto e sulla fragilità dell’adolescenza. “La città dalle finestre chiuse” è un romanzo davvero necessario, che invita a restare vigili, presenti, imperfetti ma autentici, perché a volte basta poco per fare la differenza tra un silenzio che si spegne e una voce che riesce a farsi sentire.
2°classificato: “La corte degli aranci” di Antonella Albano
MOTIVAZIONI AL VOTO: Per la forza di un racconto che fa della memoria femminile e del radicamento tarantino una forma di resistenza civile. Scrittura sensoriale, per dettagli e profumi di zagara e cera, senza retorica. Per qualità letteraria e legame profondo e mai folclorico con la Città dei Due Mari, perché è un romanzo che resta, che insegna che la memoria non nostalgia ma seme. Fa della cura un atto politico, è un’opera necessaria.
3°classificato: “Ricordi di Due Vite” di Roberto Salvo
MOTIVAZIONI AL VOTO: Per il coraggio di affrontare lo Shoah attraverso una storia d’amore che sfida il tempo. Ambientato tra Monza, Auschwitz, Berlino e Lugano, racconta Paolo Galimberti, giovane avvocato cattolico che nel 1943 si innamora di Rebecca Levi, insegnante ebrea. Le leggi razziali e la deportazione li separano. Voce diretta, tesa e partecipe, grande attenzione alle fonti storiche, storia sul confine tra colpa e sopravvivenza, è un’opera ambiziosa che resta addosso.
PREMIO SPECIALE ALLA CARRIERA: a Francesco Testa autore del romanzo “La confessione”
MOTIVAZIONI AL VOTO: Per la capacità di Francesco Testa di comunicare esperienze umane e psicologiche profonde attraverso la narrazione dei protagonisti di ogni sua opera. Nello specifico de “La confessione”, romanzo presentato al Premio, lo stile di Testa combina narrazione romanzesca e introspezione psicologica, con un’attenzione ai dettagli della vita quotidiana e al contesto storico-sociale dell’Istria e dell’Italia del dopoguerra. Il romanzo si caratterizza per un equilibrio tra realismo e riflessione filosofica, permettendo al lettore di entrare nelle emozioni dei personaggi e nelle ricerche interiori del protagonista. La struttura narrativa è lineare ma ricca di episodi significativi che approfondiscono le dinamiche familiari, sociali e interiori. Autore, professionista e uomo di spessore, a Francesco Testa il Premio alla Carriera di questa 20 edizione del Premio Letterario Nazionale Città di Taranto.
Si assegnano gli Attestati di Merito della Sezione LIBRO EDITO DI POESIA e DI NARRATIVA alle seguenti opere:
CATEGORIA LIBRO EDITO DI POESIA
Spine – Alessandro Lucio Seneca Faino, Il cammino di Donna – nel linguaggio dell’anima – Teresa Lomastro, Esercizi quotidiani di compassione – Grazia Procino (delegato), Tutto il mio canto in un battito d’ali – Cinzia Santoro, Non chiamateci poesie – Francesca Basile, Le carezze del vento – Giovanni Ronzoni (delegato), Dalla casa controvento – Roberto Casati (delegato), Errikousa – Sentieri diVersi – Mariapia Fusco.
CATEGORIA LIBRO EDITO DI NARRATIVA
Un esile filo d’erba – Carlo Tacconelli, L’anima che rinasce – Letizia Balò (delegato), La Miseria del gigante – Luca Santoro, La Madonna del Calamaio – Raffaele Valentini, Il fiore e la pietra – Giuliano Dall’O, I racconti di Lazzaro – Franca Canitella, I giorni del Libeccio – Carla Dedola (delegato), Hokis (Prepara lo zaino e lancia il dado) – Gaetano Appeso, Come il mare dopo la tempesta – Silvia De Lorenzis, Bozzetti di Epica familiare – Anna Di Fonzo.
In questa edizione abbiamo consegnato a due partecipanti selezionati tra i meritevoli, il Trofeo A.N.F.I e il Premio Speciale A.N.F.I assegnato dall’Associazione Finanzieri D’Italia per il Premio Letterario Nazionale Città di Taranto. In questa edizione a riceverlo: LUCA NAPOLITANO per l’inedito di poesia “STENDIMI UN TEMPO CALMO” e ENRICO INFERRERA per il racconto inedito “AMORE ASSASINO”.
MOTIVAZIONI AL VOTO – “Stendimi un tempo calmo”: Poesia di notevole maturità contemplativa. Incipit efficace: tempo calmo come benda calda. Decisivo il verso “mancanza” (e non nostalgia) del frastuono – distinzione intelligente tra esistenza e sentimentalismo. Orazione laica che fa della pianura un luogo dell’anima. Luca Napolitano chiede tempo, non spazio, una benedizione laica che vorremmo tutti ricevere.
MOTIVAZIONI AL VOTO – “Amore assassino”: Inedito di notevole spessore narrativo. Per la scrittura matura, essenziale e di forte tensione emotiva, capace di indagare con profondità psicologica le derive oscure dell’amore. Un racconto potente in cui l’autore si distingue per l’architettura solida e per una cifra stilistica densa e personale.
CATEGORIA INEDITI DI POESIA.
1° classificato: “E rimasi a scrivere poesia” di Annamaria Farricelli
MOTIVAZIONI AL VOTO: L’autrice si misura con il valore e il significato più profondo della scrittura poetica. Elegia raffinata dell’amore per la poesia, per la parola che, scavando, fa un grande lavoro di conoscenza, urtando fa un enorme sforzo di cancellazione del vuoto, spingendo compie l’immane fatica di rivelazione della luce necessaria a sfidare il buio. . Perché se la poesia non scava, non urta, non spinge semplicemente non è. I versi sono chiari, efficaci, si muovono con grande eleganza, scarna, essenziale In questo rapido accordarsi di stimoli riprendiamo, insieme all’autrice, un adagio fondamentale per chi scrive e che arriva da un poeta eccellente, l’amatissimo Fernando Pessoa “scrivo perché la vita non basta.”
2° classificato: “Crepe” di Teresa Zangari
MOTIVAZIONI AL VOTO: “C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce” Leonard Cohen, cantautore e poeta così recitava nella sua “Anthem”. Il richiamo è quasi d’obbligo leggendo l’incantevole testo della poesia “Crepe”. Lo squarcio nel buio, nel dolore, nell’ombra che sempre accompagna la nostra esistenza, assume un valore di speranza indomita, necessaria. L’autrice si fa carico di ritrovare le parole perse e, senza paura, aprire quel varco. Ci sarà domani, ci dice, e sarà un orizzonte di bellezza smagliante
3° classificato: “Tela nera” di Flavia Fersini
MOTIVAZIONI AL VOTO: La poesia “Tela nera” è un canto disperato che ogni donna dovrebbe leggere e su cui ogni uomo dovrebbe riflettere. Uccise, umiliate, offese, nella tela nera di una violenza atavica ritroviamo la voce. L’impegno della poesia è dare voce a chi non può, è l’urlo di chi non può difendersi. Cosi la poetessa disegna una scena ben precisa, la racconta e cancella, con forza, la parola amore da ogni ricostruzione. Perché non è mai amore se non riconosci nell’altro dignità umana ma solo sete di possesso.
CATEGORIA INEDITI DI NARRATIVA
1° classificato: “L’ascensore” di Angelo Raffaele Grande
MOTIVAZIONI AL VOTO: Non un ascensore qualunque. L’ascensore che tutti abbiamo preso in questa città, magari in Palazzo della Prefettura e, quasi tutti, ci siamo rimasti intrappolati. Questa è la storia di un uomo che, contro ogni ipotesi arrogante di velocità, come l’ascensore che lo trasporta, si ferma, resta sospeso e si racconta ad una perfetta estranea. L’autore sfila le parole ad una ad una come perle per poi ricucirle in una trama ancora più preziosa. Basta un’interruzione nella frenesia del quotidiano per afferrare un ricordo e renderlo parte viva, presente. La memoria diventa cosi materia di cui poter parlare, ostacolo sormontabile. Scrittura intensa, questo fermo-immagine ci consente di guardare dentro noi e ritrovare, anche noi come il protagonista, piccoli pezzi di carta dimenticati nei quali si cela l’ombra di una vita.
2° classificato: “Etra” di Federica Inebria
MOTIVAZIONI AL VOTO: “Fonderai la tua terra quando vedrai piangere a ciel sereno”, disse l’Oracolo di Delfi a Falanto. Questo narra la leggenda della fondazione di questa meravigliosa parte di mondo che ha nome Taranto. Il racconto ci parla di quel “cielo sereno” che è il significato del nome Etra. Moglie di Falanto, arriva sulle coste di Saturo. Il marito, esule non per scelta, provato da mille fatiche, piange piegato sulle gambe della moglie. Piange, piove. Su Etra, cielo sereno. Ecco comparire, ai nostri occhi, Taranto, il cui destino sembra indissolubilmente legato a quella leggenda. Piangere a cielo sereno, esplorare bellezza e dolore profondo nello stesso posto. L’autrice ci parla della coraggiosa attitudine di Etra, della forza delle donne, costruendo cosi un racconto capace di tenerci incollati alle parole e al loro seguito. Il resto lo ha detto la storia della nostra città.
3° classificato: “”Una pagina bianca” di Luisa Di Francesco
MOTIVAZIONI AL VOTO: Un dolore da attraversare, taciuto, potente come un assassino all’improvviso alle proprie spalle. A parlare, in questo racconto, non è lui. È un foglio immacolato sul quale la protagonista inizia, prima timidamente e poi come fiume in piena, a trasferire le parole non dette, a ripercorrere la propria vita, a trarre da questo la cura indispensabile a sé stessa. La voce narrante, la pagina, diventa motivo di reazione, scorcio di possibilità. Perché, pare dirci l’autrice, se scrivo, racconto il mio passato, srotolo la matassa del mio presente, indago il mio futuro, significa che sono viva e che tutto ha un senso, un posto, una ricollocazione significativa. Gratitudine, quindi, a quella pagina, specchio di tutto quello che siamo.
Ricevono l’attestato di Merito per la Categoria inediti di poesia e di narrativa i seguenti autori:
CATEGORIA INEDITI DI POESIA
“Geografia di un amore” di Argentieri Anna, “Quel sorriso” di Francesco Fiore, “PUE’ SCE A TUTT’ VANN MA NUN T’ALLONTANA’ di Sabrina Donvito “Ille terrarum mihi praeter omnis angulus ridet”di Maria Sabrina Cirillo, “Riflessa” di Loredana Ludovico, “Lacrime di un tempo” di Annunziata Luppino, “Scenario” di Tiziana Piro, “Figlia del molo” di Maria Luisa Urselli, “Metà del mio cuore” di Giovanna Venneri, “Manchi” di Alfredo Volume, “La ballata di “Ipazia” di Massimo Zona, “LU SCRIERE A MANU” di Marcello Nicoletti.
CATEGORIA INEDITI DI NARRATIVA
“Gli occhi di un bambino” di Marcello Abrescia, “Ultimo atto” di Maria Cuoccio, “La forza che resta” di Antonella Chiego”, “Alberto e il mistero alla festa di compleanno” di Andrea Albanese, “Un tuono nel silenzio” di Angela De Tommaso, “Sul sentiero di HURST GREEN” di Rocco Abazia, “Il gigante d’acqua dolce e salata” di Milena Lucente, “Tutto quello che resta” di Giovanna Santarsiero, “Il giostraio” di Emanuele Scataglini, “I petali del dubbio” di Tommaso Bucciarelli, “La ragazza senza tempo” di Elisa Cossari, “1912 – si può fregare il feudatario” di Pier Giulio Cantarano.
Taranto, 4 ottobre 2026,
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