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APOCALITTICA 3: Intervista a Giovanni Idili

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APOCALITTICA 3: Intervista a Giovanni Idili

Giovanni Idili, autore e giurato di Apocalittica 3, racconta il suo approccio alla scrittura e le ragioni che lo hanno spinto ad accogliere questa nuova sfida.

Questa è la terza intervista dedicata ad Apocalittica 3, dopo quelle all’editore Giovanni Fara [link] e a Giuseppe Brundu [link].

1) Data la tua esperienza di autore, perché hai scelto di collaborare a questo progetto e di entrare nella giuria? Cosa ti interessa personalmente di Apocalittica 3?

Ammetto di aver reagito con sorpresa quando Giovanni mi ha proposto di collaborare per questo progetto da una prospettiva per me nuova, ma ho accettato subito perché ho visto in questo impegno l’occasione di aggiungere un tassello in più al bagaglio di conoscenze e di esperienze che sto costruendo. Credo che leggere racconti, valutarli con spirito critico e potermi confrontare a riguardo con Giovanni e Giuseppe, che hanno un’esperienza maggiore della mia in questo campo, possa aiutarmi a scoprire aspetti della lettura e della scrittura che da lettore tradizionale non sono sempre apprezzabili e possono quindi arricchirmi, oltre che permettermi di aver la competenza necessaria a coprire il mio ruolo nella giuria di questo concorso nel miglior modo possibile.
Personalmente mi interessa soprattutto la prosecuzione del tema avviato con il precedente concorso denominato “Apocalittica” del 2020, a cui ho partecipato. Già allora veniva fuori l’intento che poi vediamo anche in questa edizione: immaginare scene di vita quotidiana e vederle stravolte da fattori, interni o esterni che siano, in grado di portare a un punto di rottura, creando un “prima” e un “dopo”. Trovo affascinante l’idea di fondo perché è molto più vicina a noi di quanto si possa pensare: chiunque di noi, qualsiasi situazione può costituire l’incipit di una storia che potrebbe esser inclusa in questa antologia.

2) Il concorso chiede di partire da qualcosa che oggi consideriamo normale e immaginare cosa succederebbe se venisse meno. È un esercizio più vicino alla fantascienza o all’osservazione della realtà?

C’è tantissima realtà nel tema del concorso: osservare come viviamo, quali sono le cose che sono ormai parte integrante della vita di tutti i giorni e realizzare che sono così tanto radicate nella nostra quotidianità che se ci chiedessimo come faremmo se sparissero faticheremmo a risponderci. Poi sta allo scrittore scegliere se e quanto avventurarsi nella fantascienza, è certamente possibile anche da una premessa concreta e tangibile come il tema del concorso, ma ritengo che l’osservazione della realtà sia il punto chiave in questo contesto.

3) Come autore, cosa ti convince di più in un racconto: una grande intuizione sul mondo oppure un personaggio capace di rendere quella intuizione concreta?

Penso che l’intuizione faccia sì che la storia possa nascere, ma che siano poi i personaggi a portarla avanti. L’intuizione dà il via all’immaginazione, può esser il punto da cui partire nella costruzione di un racconto, ma penso che abbiano maggior voce in capitolo i personaggi e le loro vite perché è quello il tessuto su cui si sviluppa la trama. A mio avviso nell’economia di una storia, romanzo o racconto che sia, ha maggiore importanza la costruzione dei personaggi perché è tramite i personaggi che il lettore vive la storia.

4) Se dovessi dare un solo consiglio a chi sta preparando un racconto per Apocalittica 3, quale sarebbe?

Semplice semplice: scrivete di quel che conoscete! Quel che di bello ha questo concorso è la possibilità di inventare storie partendo da condizioni di vita quotidiana e quanto più si conosce il contesto, l’ambientazione, la classe sociale in cui si vuol collocare il racconto, tanto più vi sarà facile sviluppare la trama, il conflitto che la porta avanti e i personaggi. Partite da ambienti che frequentate, esperienze che avete vissuto, tecnologie che conoscete senza avventurarvi in campi a voi sconosciuti, il resto vi verrà quasi immediato perché conoscere il contesto all’interno del quale state scrivendo vi dà modo di esser coerenti, verosimili, credibili e scoprirete di aver una padronanza della storia che state scrivendo che vi sarà molto d’aiuto, sentendola vostra.

5) C’è qualcosa che, da autore e lettore, speri di trovare nei racconti che arriveranno e che magari non ti aspetti?

Spero di trovare l’intraprendenza del non porsi limiti con la fantasia e con l’immaginare il mondo come si vorrebbe che sia, o come si ha paura che diventi. Come dicevo rispondendo alle precedenti domande, questo concorso chiede di esaminare contesti di vita quotidiani e immaginare come cambierebbero ad una certa condizione: la risposta a questa domanda è il punto di partenza da cui si può arrivare potenzialmente ovunque, reinventando quella che per noi oggi è la normalità.

Il bando e la scheda di partecipazione sono disponibili sul sito di Catartica Edizioni: Bando completo di “Apocalittica 3” . Per informazioni è possibile scrivere a info@catarticaedizioni.com.

 

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