Sono arrivati i Workshop sulla creatività!

La lettura non permette di camminare, ma permette di respirare

Libertà

Carissimi amici e Poeti

ho notato che c’è un incremento di visite , e quindi penso che possa tenervi compagnia, in questo difficile momento, un testo elaborato da mia figlia Paola e da me in preparazione dell’Antologia relativa al XVI Concorso nazionale di Poesia “Ischia l’isola verde” stampato nel 2017 e diffuso on line alla pagina in calce ove potrete scaricare l’intera antologia oppure richiederla all’indirizzo info@iltorrioneforio.it oppure info@giochidinatale.it  gratuitamente.

Se vi fa piacere comunicare con noi dell’Associazione Giochi di Natale potete contattarci anche sulla pagina fb appunto Giochi di Natale oppure partecipare al concorso di quest’anno seguendo il relativo bando

Di seguito il testo del 2017.

QUINDICESIMA EDIZIONE CONCORSO NAZIONALE DI POESIA “Ischia l’Isola Verde” Dedicato alla Libertà

Il Concorso di Poesia “Ischia l’Isola Verde”, nato nel 2002 fino alla 3a edizione ha avuto il nome di “Città di Panza” e dalla 4 a alla 7a quello di “Panza – Isola d’Ischia”. Esso è organizzato dall’ “Associazione Giochi di Natale” e vanta partecipanti da tutta Italia.

Il Concorso ha lo scopo di stimolare la riflessione e la creatività e promuovere i valori umani, sociali e culturali. Ogni edizione ha una dedica, ma il tema è sempre libero. La Giuria esprime duplice votazione, sia per il tema libero, sia per la dedica in modo tale che vengono assegnati dei premi speciali alle migliori poesie aventi come tema quello della dedica. Tutte le poesie concorrono ai premi assoluti pertanto i premi sono cumulabili. Le opere, originali, non devono aver partecipato ad edizioni precedenti del nostro Concorso né aver vinto primi premi in altri Concorsi. Esse possono essere in lingua italiana o in dialetto; queste ultime possono essere accompagnate da una traduzione in italiano. Le opere sono pubblicate oltre che nella presente raccolta anche sul sito Internet www.giochidinatale.it, dove si possono trovare gli elenchi dei vincitori, il regolamento completo e notizie sulle altre iniziative dell’Associazione e su facebook Giochi di Natale.

Questa edizione è dedicata alla Libertà, sentimento auspicato da ogni essere umano e nel cui nome milioni di persone si sono sacrificate, spesso in cambio della propria vita, molto spesso senza essere eroi ma persone comuni. Chi negli anfiteatri romani, chi colpito dalla Santa Inquisizione, chi altro proveniente dal labirinto della migrazione, portano tutti, sulla fronte il sudore acre della Libertà. Il tema di quest’anno ha, nei millenni, suscitato un dibattito tanto animato quanto produttivo e voi, che copiosamente avete aderito a questa edizione, con le vostre Opere siete certamente spinti da quel desiderio inalienabile di “αὐτονομία”

Si ringraziano i partecipanti, i membri della Giuria, tutti quelli che hanno collaborato, e voi lettori sensibili all’arte poetica.

Libertà va cercando, ch’è sì cara,/come sa chi per lei vita rifiuta.

(Dante Purgatorio Canto I);

Lo maggior don che Dio per sua larghezza / fesse creando, e a la sua bontate / più conformato, e quel ch’e’ più apprezza, / fu de la volontà la libertate; / di che le creature intelligenti,

e tutte e sole, fuoro e son dotate.

(Dante Paradiso Canto V);

«Libertas non in eo est ut iusto utamur domino, sed ut nullo».

« La libertà non consiste nell’avere un buon padrone, ma nel non averne affatto».

Marco Tullio Cicerone, De re publica,

In linea con le edizioni precedenti, l’Associazione Giochi di Natale cerca di suscitare un dibattito che coinvolga non solo gli autori delle ottime Poesie pervenute quest’anno al XV concorso nazionale “Ischia l’isola verde” ma anche l’intera comunità civile. L’argomento attuale “La Libertà”, sembrerebbe un tema superato in quanto, almeno nel mondo occidentale, le aspirazioni libertarie dei popoli e quelle individuali sono, in parte, soddisfatte. Tuttavia il tema è così delicato, in quanto coinvolge la sfera intima dell’animo e, non è né facile, né sarà mai esaustivo discuterne. L’impegno profuso nelle passate edizioni della sfida contro le mille difficoltà, soprattutto economiche, portata avanti dall’Associazione Giochi di Natale, ci induce a continuare un percorso informativo e introduttivo ai gioielli che i “nostri” autori ci regalano annualmente lasciandoci gustare le tantissime Poesie contenute in questa volume che viene affiancato da uno sfogliabile in omaggio a chiunque lo richiedesse. La scelta di un tema per la dedica è sempre difficile ma cerca di soddisfare le attese di quanti, da ormai quindici anni, ci supportano, e, spesso, ci sopportano. Tra i vari argomenti al vaglio è emersa “La Libertà” che, intende accentuare la riflessione su una delle principali aspirazioni degli esseri umani.

Liberté, égalité, fraternité, il motto coniato durante la rivoluzione francese chiosa le maggiori aspirazioni umane. Certamente, in quel contesto, l’obiettivo primario non era quello di garantire la felicità dell’individuo ma libertà e felicità sono inscindibili.

L’una non può fare ameno dell’altra perché solo se si raggiunge il proprio ideale di libertà, si può essere felici e le persone infelici vivono il proprio malessere spesso a causa di condizionamenti che le privano della libertà.

La Libertà, dal greco αὐτονομία (autonomia, indipendenza) e Libertas dal latino esprime uno stato di autonomia, essenzialmente sentito come diritto, e, come tale, garantito da una precisa volontà e coscienza di ordine morale, sociale, politico. Per libertà s’intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi e agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un’azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla. Può anche essere riferita all’idea di agio, comodità o ritrovarsi in formule di cortesia. Secondo il pensiero di molti filosofi e studiosi, la libertà è una condizione formale della scelta che, quando si tramuterà in atto, in azione concreta, risentirà necessariamente dei condizionamenti che le vengono dal mondo reale, sottoposto alle leggi fisiche contingenti, o da situazioni caratteristiche di altra natura. Riguardo all’ambito in cui si sceglie, si parla di libertà morale, giuridica, economica, politica, di pensiero, libertà metafisica, religiosa ecc.

Il professor Isaiah Berlin, docente di Teoria sociale e politica all’Università di Oxford, e presidente della British Academy nel suo libro “La Libertà”annota:«L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole scegliere, e perché così si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; e nel diritto di resistere, di essere impopolare, di schierarti per le tue convinzioni per il solo fatto che sono tue.

La vera libertà è questa, e senza di essa non c’è mai libertà, di nessun genere, e nemmeno l’illusione di averla.».

L’aspirazione dei popoli e degli uomini a rendersi autonomi, liberi, ha trasposto l’essenza di questa aspirazione alle divinità. La mitologia romana, che derivava da quella greca, si riferiva ad alcuni miti che appartenevano solo ai propri riti, come quello della dea Libertà che rappresentava simbolicamente la libertà personale di ognuno e, nel seguito della loro storia civile, il diritto riservato a chi aveva cittadinanza romana. A questa divinità i Romani avevano innalzato due templi, uno nel Foro e l’altro sull’Aventino. La dea era raffigurata come una donna, con, ai piedi, un gatto, recante in una mano uno scettro e nell’altra mano un berretto frigio. Inoltre, il particolare cappello di pelle di capra era donato dal padrone agli schiavi liberati. Nella civiltà greca il concetto di libertà era riferito principalmente alla politica e alla religione.

Il filosofo e matematico britannico, Thomas Hobbes sostenne, infatti, che, per i greci, la libertà era connaturata alla potenza e all’autonomia dello stato, piuttosto che agli individui sottoposti a leggi restrittive della libertà, al fine di vivere uno stato ordinato. Nell’ambito di questa autorità vincolante dello Stato tuttavia il pensiero antico greco romano lasciava spazio alla libertà del cittadino che aveva diritti civili da cui erano esclusi invece gli schiavi, gli stranieri e, spesso, le donne, con l’eccezione, per queste ultime, di quelle di elevato rango sociale. In epoca romana la libertà in senso religioso era implicitamente negata poiché riferita all’ineluttabilità del concetto di fato come ordine causale universale cui tutti erano sottoposti, compresi gli dei.

La libertà dell’uomo consisteva allora nella libera accettazione del proprio destino e nell’obbedienza al principio dell’equilibrio e dell’armonia universale.

Per Aristotele un’azione volontaria e libera è quella che nasce dall’individuo e non da fattori esterni condizionanti, se predisposta dall’individuo, che abbia un’adeguata conoscenza di tutte le circostanze particolari che contornano la scelta. La teologia cristiana modificò ampiamente la concezione classica della libertà rapportandola non più alla libertà politica e alla libertà personale ma contrapponendola a quella schiavitù interiore derivante dal peccato originale di Adamo. La buona volontà, e non più la razionalità, è quella che origina la libertà, che non è possibile avere senza l’intervento divino procuratore della grazia, mezzo essenziale di liberazione dell’uomo. La volontà non potrebbe indirizzarsi al bene, corrotta com’è dalla schiavitù delle passioni corporee, se non ci fosse la rinascita dell’uomo operata da Cristo. Rimane comunque l’impossibilità umana a liberarsi dal male, dalla colpa e dal peccato per cui la libertà sarà conseguibile dall’uomo solo quando lascerà questo mondo terreno per il giudizio finale nel regno dei cieli.

Il pensiero moderno ha assunto una visione razionalista con Cartesio, che definisce la libertà non come un puro e semplice «libero arbitrio d’indifferenza» ma come impegnativa scelta concreta di cercare la verità tramite il dubbio.

Per gli illuministi, invece, la libertà è lo stato naturale dell’umanità, distrutto dalla civiltà oppressiva:

«L’uomo è nato libero ma ovunque è in catene». (Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale).

Con Kant cambia completamente la prospettiva della concezione della libertà che non appartiene più al mondo dei fenomeni sensibili ma a quello che fonda l’esperienza, al mondo metafisico del noumeno, concetto riferito a una realtà inconoscibile e indescrivibile che, in qualche modo, si trova “al fondo” dei fenomeni che osserviamo, sullo sfondo, al di là dell’apparenza (di come cioè le cose ci appaiono).

Secondo Hegel, invece, la libertà non esiste nel mondo empirico e sensibile poiché ogni atto è condizionato dagli eventi della natura; tuttavia l’uomo, nel suo comportamento morale, si sente responsabile delle sue azioni: quindi, se da un lato la scelta morale implica la necessità, l’impossibilità di sfuggire all’imperativo categorico, poiché fatto di ragione, per cui non può non porsi formalmente il problema della scelta, dall’altro deve postulare l’esistenza della libertà. «postulato della ragion pura pratica». I due termini, apparentemente inconciliabili, di libertà e necessità, possono invece coesistere nel concetto di autonomia: nel senso che l’uomo obbedisce a una legge che egli stesso liberamente si è dato

Per Hegel una libertà morale che rimanga nell’ambito formale e non indichi all’uomo come concretamente debba essere indirizzato il suo libero volere è sinonimo di arbitrio e capriccio. Per Marx la libertà non ha senso, identificandola come faceva Hegel con un astratto procedere dialettico dello Spirito universale, ma essa vive storicamente come uno strumento di liberazione economica, sociale e politica il cui termine ultimo è quello di liberare l’uomo dalla miseria, dalla guerra, dalla lotta di classe, quando finalmente ognuno sarà concretamente libero, materialmente e spiritualmente.

La libertà inerente al tempo libero, esiste solo quando cessa il regno delle necessità, che impone all’uomo di lottare con la natura per soddisfare i suoi bisogni, per conservare e per riprodurre la sua vita. La libertà, dunque, può generarsi solo dopo aver superato le esigenze primarie e tale dato porta necessariamente alla riduzione della giornata lavorativa, possibile tuttavia soltanto abolendo il modo di produzione capitalistico.

Per J.P. Sartre la libertà è il segno dell’assurdità della vita dell’uomo «condannato a essere libero» le cose già sono realizzate, mentre l’uomo è condannato a inventare sempre se stesso, a inventarsi, tra l’altro, senza punti di riferimento. L’uomo non può negare il condizionamento della naturalità della sua esistenza e questo lo condanna a non poter mai riferirsi a un valore trascendente e assoluto.

Filosofi, poeti, artisti si sono cimentati, nel passato e in epoca moderna, nel trovare frasi sulla libertà incisive ed efficaci.

Lasciate che la libertà regni. Il sole non tramonterà mai su una così gloriosa conquista umana. Nelson Mandela

Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare. Gandhi

La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica e indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.

Franklin Delano Roosevelt

Nessuno vi può dare la libertà. Nessuno vi può dare l’uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela. Malcolm X

La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale solo quando incomincia a mancare. Piero Calamandrei

Paola e Luigi Castaldi

Ed ecco l’indirizzo per la pagina di riferimento. Nella pagina acclusa la fotogallery

Buona Poesia