La lettura non permette di camminare, ma permette di respirare

Come migliorare la tua scrittura grazie alla lettura critica

Partiamo da un assioma fondamentale: se non leggi non puoi scrivere (e non è la prima volta che lo dico). Forse ti sembrerà un’affermazione scontata, ma non hai idea di quanti manoscritti illeggibili mi siano passati per le mani. Il motivo? È presto detto, gli autori non avevano mai letto nulla in vita loro, neanche Topolino quando erano piccoli. E così una storia che magari aveva buone possibilità di essere apprezzata dal pubblico va a farsi benedire invece .

 

Ora che ho fatto le dovute premesse passiamo all’argomento di questo articolo: come migliorare la tua scrittura grazie alla lettura critica. Pronto? Cominciamo!

Che cos’è la lettura critica?

La lettura critica non ha nulla a che vedere con quel tipo di lettura che facciamo per puro piacere personale o per stimolare le nostre menti. Si tratta di una lettura in profondità, devi indossare una lente di ingrandimento e soffermarti su elementi ben precisi: lo sviluppo dei personaggi, la consistenza della storia, i dialoghi, il linguaggio utilizzato e così via. Puoi imparare dagli errori che altri autori hanno commesso ma anche lasciarti ispirare dalle loro capacità. La lettura critica è davvero importante per il tuo processo di scrittura.

 

Come praticare la lettura critica 

Non esiste un solo modo per praticare la lettura critica, c’è chi si trova a suo agio scrivendo delle recensioni per ogni libro letto e chi invece separa in maniera netta la lettura per diletto da quella professionale, quel che è certo è che più leggiamo più impariamo

 

Per aiutarti a trovare il tuo personalissimo modo di praticare la lettura critica ti suggerisco di partire da quelle aree in cui vorresti migliorare. Si tratta dei personaggi? Oppure della trama? Del genere? Magari del modo in cui hai messo giù la prosa? Forse dell’impostazione che dai alle tue storie? 

 

Se per caso vuoi migliorare in tutte queste aree allora il mio consiglio è quello di affrontarle una per volta e per ognuna di porti le domande giuste mentre stai leggendo in maniera critica. 

 

Facciamo un esempio pratico e supponiamo che tu voglia migliorare nella costruzione dei personaggi. Ecco alcune domande che dovresti porti quando leggi criticamente altre storie:

 

  • Sono credibili? 
  • Assomigliano a delle persone in carne e ossa oppure sono volutamente caricaturizzati per mettere in evidenza determinati aspetti? 
  • Quali sono le loro motivazioni? 
  • Sono attivi o passivi rispetto alla storia?
  • Hanno tutti uno scopo? E se sì quale?
  • Che ruolo hanno rispetto alla storia?
  • Quali sfide incontrano?
  • Come cambiano rispetto alla storia?
  • Che sentimenti mi suscitano? A chi mi sono affezionato? A chi no? Perchè?

 

È questa la lettura in profondità di cui ti accennavo all’inizio.

 

Prendi la lettura critica seriamente  

Prima di salutarti voglio assicurarmi che prenderai seriamente questo aspetto del tuo lavoro da scrittore. Ritagliati del tempo da dedicare alla lettura critica e trova il tuo personale modo di farlo. Ma soprattutto, se non conosci la cassetta degli attrezzi del mestiere, ovvero tutto ciò che un aspirante scrittore dovrebbe sapere prima di prendere la penna in mano (come costruire un personaggio, come sviluppare la trama, quale stile utilizzare, etc.), allora fatti prima un giro sul blog e leggi tutti i nostri preziosissimi consigli. 

Ricordati che solo se saprai farti le giuste domande allora potrai dire di mettere in pratica la lettura critica.

 

E tu? Ti applichi nella lettura critica? Raccontaci come la fai nei commenti!

  1. Gaetano Bellorio

    Nella lettura critica dei miei manoscritti punto l’attenzione soprattutto sui dialoghi tra i personaggi, che non sono mai facili. Debbono, a mio avviso, essere assolutamente comprensibili ma mai scontati: il lettore dovrebbe stupirsi e dire: “Accidenti, non avrei mai risposto in questa maniera”. Questo stimola inevitabilmente il desiderio che il dialogo si prolunghi all’infinito per scoprire l’originalità di una conversazione.

    • Alessandra Caputo

      Concordo, scrivere un dialogo degno di questo nome è davvero un’impresa da maestro! E a proposito di maestri in questo campo non posso non citare Ernest Hemingway 🙂
      Inoltre credo che anche un dialogo semplice stimoli il lettore e renda la lettura scorrevole, insomma l’elemento sorpresa è sempre l’elemento sorpresa, ma se blocchiamo il flusso di scrittura per questo allora forse è meglio puntare sulla semplicità 😉
      Grazie Gaetano

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