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La lettura non permette di camminare, ma permette di respirare

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Come scrivere una prima bozza

Ah, le prima bozze: sono come le prime relazioni d’amore.
Le ricordiamo con gli occhi degli innamorati, credendo che sia stato un momento meraviglioso della nostra vita. All’epoca tenevo un diario che ho riletto recentemente. È così che ho scoperto una triste verità: le mie storie d’amore passate erano molto lontane dall’essere come me le ricordavo. Anzi: facevano proprio schifo.
Lo stesso accade per la prima bozza.
Un luogo virtuale in cui può accadere di tutto: personaggi che non si evolvono, scene noiose, buchi nella trama, descrizioni chilometriche e altre cose del genere. Ma anche tanta libertà di spaziare e di sbagliare, dove nessuno giudica il nostro operato e per questo possiamo esprimerci senza ripensamenti. L’ingranaggio s’inceppa quando cerchiamo di unire la libertà di espressione alla precisione stilistica. Quando abbiamo la presunzione di voler scrivere tanto e scrivere bene, in un solo, elengante, primo colpo. Così finiamo con lo scrivere una frase.
Ci pensiamo su.
Scriviamo un’altra frase. La leggiamo.
Non siamo molto contenti di come le due cose leghino tra loro.
Cerchiamo un sinonimo, una virgola. Ci pensiamo su.
A fine giornata, ormai esausti, abbiamo scritto solo un paragrafo.
Di questo passo, potremmo finire nella prossima vita.
Ti svelo un piccolo segreto: non è così che riuscirai ad arrivare a scrivere il tuo romanzo.

La maggior parte degli scrittori, quelli “veri”, quelli che fanno questo mestiere tutto il giorno e tutti i giorni, quelli che campano di scrittura, loro conoscono bene le regole del gioco. E il modo in cui procedono è quello di produrre una prima bozza “da schifo”.
Ma che vuol dire esattamente produrre una bozza da schifo? Si tratta di un testo che ha bisogno di essere riscritto, magari perché hai usato dei termini che non ti piacciono, in cui ti sei spiegato male o ti sei dilungato in una descrizione, o ancora hai scritto un dialogo lunghissimo, o non ti è piaciuto il modo in cui hai inserito un colpo di scena. Insomma, i difetti in questa prima bozza sono tanti, eppure essa ha un pregio bello grosso: contiene al suo interno tutte le parti del tuo romanzo.
Avere tra le mani un testo scritto male, malissimo, ma che contiene tutta la storia, ha altissime possibilità di arrivare ad essere un romanzo concluso. Ecco cosa dice Anne Lamott nel suo articolo Shitty First Drafts:

 

Tutti i buoni scrittori scrivono prime bozze da schifo. Tutti. È così che finiscono con delle seconde bozze decenti e terze bozze perfette. La gente tende a vedere gli scrittori di successo che pubblicano una meraviglia dopo l’altra, che vivono di scrittura e pensano che non facciano altro che sedersi alla scrivania ogni mattina, sentendosi i migliori scrittori al mondo e pensando alle grandi storie che vogliono raccontare; che facciano un paio di respiri profondi, mettono su le maniche della camicia e via, pronti a scrivere il loro romanzo più veloce della luce. Ma questa è solo una nostra fantasia.
Conosco tanti scrittori e nessuno di loro scrive ogni giorno sentendosi entusiasta e sicuro di sé stesso. Nessuno di loro scrive delle prime bozze decenti. […] Molti pochi scrittori sanno davvero cosa stanno facendo finché non finiscono di scrivere.

 

Ma come si fa a produrre prime bozze che fanno schifo? La risposta è ovvia: scrivendo da schifo. E, sono pronto a scommetterci, già solo leggere “scrivere da schifo”, ti sembra improvvisamente qualcosa di molto, molto alla tua portata. Ma non sottovalutare questo compito: anche scrivere da schifo non è facile, perché si tratta in realtà di un risultato raggiungibile, anche questo, con tanta disciplina, mettendo in atto azioni contro-intuitive. Quali? Vediamole insieme.

Questo brano è tratto da:

>> Vai alla scheda del libro <<

1 → Non fermarti: scrivi finché non raggiungi la fine

Ogni volta che torni indietro per rileggere ciò che hai scritto stai bloccando il tuo flusso creativo. Per questo il tuo obiettivo sarebbe quello di scrivere senza mai fermarti. Scrivere, scrivere, scrivere: qualunque frase, qualunque idea, anche se non ti è venuta bene, anche se hai saltato un passaggio temporale. Scrivi nel modo peggiore possibile, purché tu scriva qualcosa. In questa fase non giudicare mai ciò che scrivi; non cancellare, non farti domande sulla qualità del tuo testo, non correggere gli errori grammaticali. Non discutere sulla qualità di ciò che ha scritto. Non cercare sinonimi. Non riscrivere i paragrafi. Non corregge gli errori grammaticali. Vai avanti e goditi questo momento di massima libertà. Sentiti libero di esprimere tutta la tua creatività e non giudicarti.

 

2 → Lasciati stupire dai sentimenti

Entra dentro il flusso delle parole e non fermarti neanche quando ti sembra di soffrire o di toccare dei nervi scoperti: è proprio lì che devi andare. Ti stupirai di scoprire quanta energia troverai, quanto desiderio e amore sono racchiusi nella parte più buia di te, quella che tendi sempre a ignorare, reprimere, svicolare.

3 → Accetta le imperfezioni

Il perfezionismo è il nemico di ogni prima bozza, oltre ad essere l’esatto contrario del concetto “scrivere da schifo”. Se continui a riscrivere lo stesso paragrafo ogni volta non finirai mai la tua prima bozza. So bene che mentre stai digitando hai già notato delle imperfezioni: un errore di battitura, una parola che non ti piace e via dicendo. In questa fase non è poi così male: vorrà dire che avrai tanto lavoro da fare in fase di riscrittura; il che è solo una buona notizia.

4 → Non fare altro che scrivere

Lo dice Stephen King, non certo io: quando ti metti seduto, pronto per scrivere, scrivi. Non alzarti dalla sedia a meno che tu non debba andare in bagno. Non pensare ai tuoi problemi con la scrittura. Non comprare libri sul blocco dello scrittore. Non parlare di scrittura con un amico. Non leggere articoli di blog sulla struttura narrativa. In sostanza: non fare nulla che non sia scrivere, finché non hai raggiunto l’obiettivo della tua giornata.

5 → Usa i testi segnaposto

Quando ho iniziato questo libro non avevo ben chiara la sua struttura. C’erano delle parti in cui sapevo che avrei dovuto scrivere qualcosa, ma a volte non mi andava di farlo; in altre non sapevo nemmeno cosa avrei dovuto metterci, ma sapevo che c’era un buco proprio lì. In tutti questi casi mi è comodo usare un testo segnaposto, un titolo che riassume ciò che ho in mente, qualcosa tipo “Scrivere qui testo su prima bozza” o a volte basta semplicemente scrivere “XXX” in grassetto. Quando avrai raggiunto la fine, una ricerca veloce del testo “XXX” ti mostrerà tutte le parti del romanzo che hanno bisogno di una supervisione.

 

E tu, trovi difficoltà a scrivere una prima bozza? Scrivicelo nei commenti!

3 Commenti a Come scrivere una prima bozza

  1. ciro giordano

    trovo illuminante quanto ho letto, illuminante per me, ovviamente…Penso che nello scrivere dobbiamo prima di tutto mettere da parte i sogni, e la nostra ambizione. Ci vediamo coperti dagli allori e osannati dal mondo intero, così non si va da nessuna parte. L’articolo batte proprio su questo tasto, e ringrazio l’autore

  2. eliseo

    Io, purtroppo, con l’italiano scritto ho sempre avuto problemi. Ho seguito l’Informatica e ho programmato computer grandi e piccoli per trent’anni. Tuttavia nel mio IO, ho sempre avuto voglia di scrivere, storie d’azione, fantasy, fantascienza…
    Mi piace, e devo dire che l’informatica mi ha aiutato. Come quando si fa un programma, si parte da uno studio generale, poi si passa a uno studio più particolare, arrivando poi a scrivere il vero e proprio programma. Anche nello scrivere, la stesura iniziale è una vista generale, poi si scrive una vista particolareggiata e infine si scrive il vero romanzo. Credo che l’impegno sia la vera risposta a ogni problema.

  3. Aurelio Saccheggiani

    Mi sembra che non hai focalizzato il vero problema dello scrittore principiante, il quale non deve preoccuparsi di scrivere una bozza “pur che sia”, ma di abbozzare una trama ben strutturata, deve sapere fin dal principio dove vuole arrivare, cosa vuole dimostrare, come vuole concludere il suo lavoro. In un secondo tempo deve arricchire il suo racconto con episodi succosi, evitando la troppo facile pornologia. Naturalmente non dovrebbe scrivere chi non ha un retroterra culturale, una solida preparazione grammaticale, sintattica e stilistica. Purtroppo molti credono che non si è scrittori se non si usano parolacce (scopare, pompino, vaffanculo). Io consiglierei al principiante molta lettura dei grandi scrittori italiani e stran.

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