La lettura non permette di camminare, ma permette di respirare

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Che cosa fa un editor?

Qual è il ruolo che l’editor ha in una casa editrice? Facciamo un po’ di chiarezza in questo articolo.

Cosa fa un editor, esattamente? L’editor è colui che cura l’edizione di un libro, leggendo il testo e migliorandolo in vista della pubblicazione. Per questo la sua figura è imprescindibile per una casa editrice e attraverso di lui passano tutti i libri che devono essere pubblicati.

L’editor svolge la funzione di intermediario tra la casa editrice e l’autore, prendendo sotto la sua protezione un libro fresco di scrittura, già accettato per la pubblicazione, e lavorando con l’autore per portarlo al massimo delle sue potenzialità.

In questo articolo, scopriremo nel dettaglio tutti gli aspetti del lavoro da editor, in particolare:

L’editor, infatti, non è solo il perno dell’officina editoriale, ma anche una tappa fondamentale per ogni libro e la sua buona riuscita.

 

Quali sono i tipo di editor?

Nel mercato editoriale esistono tre tipi di editor:

  • Editor freelance: svolge il lavoro su richiesta e senza essere alle dipendenze di nessuno;
  • Editor dipendente di una casa editrice: lavora dentro la tradizionale officina editoriale e si occupa di un testo adattandolo alle esigenze sia dell’autore che della casa editrice;
  • Editor dipendente o titolare di un’agenzia editoriale: in questo caso, la differenza con la casa editrice è che le agenzie editoriali sono agenzie indipendenti, che si occupano di promuovere e correggere le opere per conto degli autori, e si focalizzano quindi perlopiù su questo aspetto dell’officina editoriale.

 Soprattutto nelle grandi case editrici, più persone ricoprono ruoli apparentemente simili a quello dell’editor, ma in realtà molto diversi.

In particolare, ci sono alcune figure da non confondere con l’editor:

  • Ghostwriter: si occupa di scrivere l’opera per conto dell’autore e ne cede i diritti morali dietro compenso – quindi, nella pratica, scrive il testo senza metterci il proprio nome, lasciando che ne compaia un altro;
  • Correttore di bozze: lavora sul libro solo quando è terminato il lavoro fra l’editor e l’autore e “pulisce” il testo dall’inizio alla fine, andando alla ricerca di refusi, errori grammaticali e ortografici, prima di mandarlo in stampa;
  • Impaginatore: si occupa di uniformare il testo secondo i criteri redazionali della casa editrice e di inserire tutti gli elementi della pagina nella griglia editoriale. 

Eccetto che per il ghostwriter (la cui attività è richiesta occasionalmente), queste e altre figure sono fondamentali per la buona riuscita di un libro e succedono l’una all’altra nella grande catena dell’officina editoriale.

 

Cosa fa esattamente l’editor?

L’editor lavora a stretto contatto con l’autore per migliorare il libro attraverso due pratiche fondamentali, il macro editing e il micro editing.

Nel macro editing, editor e autore lavorano sull’opera nel suo complesso, studiando e migliorando la sua struttura narrativa, insieme alle caratterizzazioni e alle sfaccettature dei personaggi, o al loro arco di trasformazione, ma ha anche uno sguardo più ampio sul messaggio che l’opera vuole trasmettere e sul tema principale che porta avanti la storia.

Il micro editing, invece, va ad analizzare il testo nella sua essenza primaria: le parole. In questo caso, i dialoghi, le descrizioni, la forma e lo stile del testo sono gli elementi presi sotto analisi, volti a rendere il testo sì letterario, ma anche comprensibile e flessibile.

Andando nel concreto, l’editor è l’occhio esterno che guarda al romanzo in un modo con cui l’autore non potrebbe mai. Per esempio, è in grado di giudicare se il personaggio principale della storia non è messo a fuoco o se non è ben chiaro cosa lo spinge all’azione. Sa cogliere la mancanza dei conflitti, obiettivi o trasformazioni nella storia, o ancora comprendere quale personaggio lasciare com’è e quale tentare invece di valorizzare.

L’editor è anche il primo vero lettore di ogni scrittore, l’unico che potrà declamare gli aspetti forti e deboli del testo: dove sistemare le carenze di stile, le frasi ridondanti e quelle desuete, e dove insistere per far venire alla luce il suo stile personale, come il più bel diamante grezzo.

Inoltre, se l’editor lavora per una casa editrice, tende a consigliare l’autore facendo in modo che l’opera rispecchi i canoni editoriali, per esempio chiedendo di riscrivere determinate scene, approfondendo certi elementi descrittivi o eliminando paragrafi considerati inutili.

Se invece lavora per un autore self-publisher, sarà attento a individuare target e genere di riferimento dell’opera. Per esempio, dovrà aiutare l’autore a rispettare la struttura narrativa specifica del genere di appartenenza, o potrà consigliare di inserire determinati elementi di richiamo per il target di riferimento.

 

Il rapporto fra editor e scrittore

Abbiamo finalmente capito, quindi, che né l’editor, né tantomeno lo scrittore, esisterebbero l’uno senza l’altro: l’editor ha bisogno delle parole dello scrittore tanto quanto lo scrittore necessita dell’occhio imparziale e attento dell’editor.

L’aspetto più importante, però, è un altro: entrambi credono ciecamente nell’opera su cui lavorano.

L’autore crea personaggi, intrecci, amori e delusioni nel tentativo di veicolare un messaggio, di trasmettere al mondo la sua arte e, soprattutto, di toccare il cuore del lettore. L’autore scrive parole su parole nella speranza di commuoverlo o divertirlo e, finalmente, all’ultima pagina, di lasciare qualcosa di sé.

L’editor prende per mano l’autore, senza mai sostituirsi a lui, e lucida la sua storia fino a farla brillare alla perfezione, cercando di mostrare al pubblico il pensiero dello scrittore così come lo vede lui, insieme alla sua voce, allo stile e al tema più profondo trasmesso dalla storia.

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Per concludere

Nel ‘900 si diceva che l’editor avesse una capacità maieutica antica quanto Socrate, e che questa lo aiutasse a far venire alla luce l’opera nella sua forma migliore. Ebbene, è ancora così.

L’editor è un mentore, ma anche il fan più puntiglioso e più affezionato di uno scrittore, con cui lavora mano nella mano, grazie al confronto e all’impegno reciproco.

Ecco perché prima o poi ogni autore si chiede “Dovrei affidarmi a un editor?”. La nostra risposta è sì, ma solo se hai dalla tua:

  • Se hai per le mani una bozza di romanzo che hai deciso di definire al meglio 
  • Se hai tempo a disposizione per lavorare più volte sulla tua opera 
  • Se pensi che il tuo romanzo sia destinato ad essere letto da un pubblico di lettori

In bocca al lupo!

 

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